ho avuto occasione di passare qualche giorno in Birmania (Myanmar or whatever you want to call it) proprio di recente.
e la situazione che potete dedurre dai post che trovate su questo blog nelle sezione Diari di Viaggio, è grave in quel paese.
Una minoranza delle popolazione ( i militari..) hanno il completo controllo del territorio e non fanno niente per nascondere la dittatura in atto.
L’economia della Birmania è ferma agli anni 60, ancora oggi le minoranze etniche non gradite al potere costituito vengono massacrate, la vincitrice delle ultime elezioni Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace 1991 è agli arreesti domiciliari dal 2003, ci sono zone del paese dove i turisti non possonno neanche stazionare.
Ora i monaci sembrano voler mandare un segnale di protesta.
Considerando che le ultime proteste sono state soppresse con la forza, forse, ma forse, i monaci con la loro funzione sociale e con qualche protezione in più dei semplici cittadini, potranno sensibilizzare la comunità internazionale a cercare una via d’uscita.
Speriamo continuino a manifestare per liberare Burma dai dittatori che la uccidono.
forza monaci birmani!