intanto so che in futuro non prendero’ più, o meglio cercherò di evitare, i voli intercontinentali con scalo in mezzo.
e poi con scalo in mezzo al deserto.
le 4 ore passate ad Abu Dabi sono state veramente una palla incredibile. niente da fare, niente da vedere, ho letto addirittura un libro completo ( Sepulveda - la frontiera scomparsa. votazione 6,5).
Sull’Abu Dabi London ero seduto a fianco a due tipe col burka con 3 bimbi piccoli.. pannolini, urli, pianti, 1500 borsettine di plastica sparse dappertutto… uno dei viaggi più lunghi della mia ultraventennale esperienza nel ramo.
vabbè.
London. controllo passaporti 3 minuti: il poliziotto vede il mio passaporto comunitario, da un’occhiata alla foto e mi dice “welcome”( capirete poi perchè lo specifico..). 13 sterline per una travel card all zone per tornare da Heatrow a London e muovermi liberamente per la città per quelle 9 ore di gap che mancavano al mio volo di rientro a Torino.
come da foto ( sulla fotogallery..) non mi sono fermato un attimo per tutte le 9 ore.
del resto sarei caduto in catalessi e avrei dormito su una panca..
gira gira, fatte 200 foto, assorbito un paio di Guinnes, finalmente si fanno le 15.00 e, dopo aver recuperato i bagagli, salgo sulla Circle line a Victoria per Liverpool street ( da cui parte il treno per Stansed, da dove il mio volo charter raggiungerà Torino..)
costo biglietto 15 pound.
insomma, ho pagato il volo Ryan air London - Turin 35 sterline e ne ho spese 28 per utilizzare i mezzi pubblici della capitale e raggiungere gli aeroporti.
no comment.
a Stansted sembra che abbiamo preannunciato il diluvio universale e che da qui parta l’esodo.
Ci sono 12 milioni di persone. quasi tutte in coda per check in, il controllo passaporti, il controllo scarpe, il controllo liquidi nel bagaglio a mano, il controllo di sto ….
passati i vari controlli, arrivo nella zona dove si aspetta il momento di - finalmente - imbarcarsi sull’aereo.
anche qui siamo in piena bagarre.. complice , ora penso, probabilmente il week end, i locali dove si può consumare alcoolici e fumare una sigaretta sono presi d’assalto.
altra coda per bere una birra e fumare una delle ultime sigarette fumabili in un locale pubblico in Uk ( dal 1 di luglio anche in Uk non si potrà più fumare nei locali puibblici.. ndr)
aspetto con pazienza ( ma quanta ne avrò ancora prima di skelarare? boh..) che sul display a fianco del numero di codice del mio volo compaia la scritta ” boarding now” ma non compare mai.
intanto faccio amicizia con un inglese che è al bar dalle 16 ( erano le 18,30) che attende di poter prendere l’aereo che lo deve portare a Dublino. Mi spiega che il volo precedente il suo è stato colpito da un fulmine e che, dopo averlo fatto atterrare, hanno momentaneamente sospeso i voli per Dublino… sti cazzi!!
cmq il mio volo continua a essere in “please wait”.. intanto si fanno le 19 ( il volo dovrebbe partire alle 19,20)
faccio finta di niente e mi avvicino al gate da cui dovremmo fare il boarding.
arrivo lì e scopro che nei 5 minuti impiegati per raggiungere il gate il mio volo è passato da ” please wait” a “final call”.
misteri della fede.
e poi un’altra simpatica sorpresa. ora alla Ryan air , pagando si intende - 2 euro..- , ti danno la “priority boarding”.
ma che vadano a cagare anche loro.
cmq siamo in 1000 anche lì.
alle 19,30 il display continua a dire “final call”..
saliamo a bordo.
volo breve, per fortuna.
arrivati a Torino.
controllo passaporti.
veloce, spero.
in definitiva siamo in arrivo da un’altra capitale europea + siamo quasi tutti italiani.
illuso, sono un illuso..
ci sono 4 postazioni ma ne è aperta solo una, va da sè..
( del resto perchè disturbare la serata del venerdì di altri 2 controllori di documenti quando possono tranquillamente fare far un poco di coda in più a 220 passeggeri.. )
i 2 controllori ( non specifico l’appartenenza per evitare grane.. ma tanto “ci abbiamo capiti”..) sembra non abbiamo mai visto una carta d’identità e riusciamo a passare 20 minuti in coda prima di rientrare a pieno merito nel “Bel Paese”…
sono le 23.15.
cerco dove comprare il biglietto per il bus che porta in centro città.
biglietterie neanche a parlarne, solo macchine - che non danno il resto e che non prendono banconote da 50 euro, tanto per gradire…
allora vado al bar, qui vegetano 2 signorine ciccione che sembrano aver tatuato in fronte “non ho voglia di fare una mazza”.
alla mia richiesta per una bottiglia d’acqua, pagando con la fatidica banconota da 50 euro che devo cambiare, una delle stordite mi dice ” non ne ha di più piccoli”. non le rispondo ma lo sguardo che le faccio deve essere significativo perchè si tuffa nelle cassa e mi trova il resto.
finalmente riesco a fare il biglietto per il pullman.
esco e la zona destinata ad accogliere il pullman della Sagat è occupato da una macchinona piena di signore noncuranti del cartello di divieto di parcheggio.
alla fine arriva il pullman e comincia a claxonare.
le signore si guardano stupite.
finalmente i 2 neuroni presenti nel cervello della tipa alla guida cozzano tra loro e lei capisce che deve levarsi dalle palle.
e a me scappa un “fucking italians”…
40 minuti dopo siamo in città.
scendo e dopo pochi metri sotto i portici della stazione incrocio un tipo di colore in completo bianco che mi guarda come se fossi io lo straniero.
altro sguardo significativo ( accompagnato da un ” e allora?”) e riesco a raggiungere la fermata del pullman di linea che mi porterà a casa (..casa?)
impossibile, anche volendo, comprare un biglietto.
qui non c’è neanche la macchina.
insieme a me salgono altri passeggeri.
la notte i frequentatori dei servizi pubblici diventano un poco più “trash” che di giorno..
notevole il papà con bambina di 6/ 7 anni che si addormenta appena tocca il sedile e che il padre, sedutole di fronte sostiene - affettuosamente però.. - con i piedi..
ma è un altro il soggetto che mi colpisce in particolare..
italiano, 40 anni, con 2 borse, e che comincia subito a chiedere a tutti un accendino. e siccome nessuno glielo dà - che cazzo ne devi fare di un accendino sul bus.. non si può fumare, minchione!! - comincia a lamentarsi ad alta voce che siamo dei fetenti e che probabilmente abbiamo tutti 4 accendini in tasca ma non glieli vogliamo dare perchè quando uno ha bisogno …. blah blah blah ab libitum…
poi vorrebbe una sigaretta.
lui le ha finite ed è pronto a vendersi una t-shirt che ha nella borsa per comprare un pacchetto di fumose.
intanto siamo stati messi al corrente che il papà lo ha buttato fuori di casa.
e poi comincia a dire che a lui il metadone glielo DEVONO dare.
e che vuole scendere all’ospedale Mauriziano..
insomma un tossico per finire il viaggio intercontinentale mi mancava proprio.
finalmente entro in casa.
e oggi, controllando la posta che si è accumulata, scopro che qualche simpaticone mi ha clonato la carta di credito e ha fatto shopping ad Honk Kong sul mio conto corrente.
cercato di contattare il servizio clienti ma oggi è domenica e parli solo con delle macchine…
vediamo domani.
spero di non dover andare a “Mi manda Rai 3 ” per risolvere la questione.
e domattina ho pure un colloquio di lavoro.
mamma mia che rientro.
l’unica cosa bella, a parte i ravioli che mia mamma mi ha fatto ieri sera, la telefonata, mancata per altro , che ho ricevuto dalla mia “convivente” tailandese.
non ha lasciato messaggi - probabilmente intimidita dalle frasi in italiano che dovrebbero aiutare a lasciarne uno.. - così mi posso immaginare cose carinissime..
e ora vado a comprare una web cam che la voglio vedere quando mi chiamerà.
e speriamo che il bancomat non mi tradisca causa “simpatico” prelievo bastardissimo honk konghese.
merda.