lifeonthedge

29 Aprile , 2007

islands hopping on a sailing boat

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 12:04 pm

bene, per la prima volta mi sono trovato su una barca a vela inclinata tanto che l’acqua era a filo di uno lati della barca…

dopo averlo visto in tv e con delle foto, posso francamentre dire che  l’esperienza diretta e’ parecchio diversa da quella virtuale…

sentire il vento che picchia forte sulla faccia - e dappertutto, il rumore dell’aria che passa sulle vele, il fatto di rendersi conto di essere  in balia degli elementi,  e il display dell’anemometro ( credo si chiami cosi’ lo strumento che calcola la velocita’ in nodi del vento)  che segnava 42 nodi…. bisogna esserci per capire!

paura? tutto sommato no, ma.. sorpresa parecchia!! 

cosi’, eravamo di  ritorno da un giro su un’isola del golfo del Siam che conoscevo poco ( e che mi e’ piaciuta molto.. ci tornero’ presto..) e dopo aver fatto diversi “bordi” per prendere un poco di vento che a quel momento era molto “moscio” ( 13 -15 nodi) e all’orizzonte il cielo ha cominciato a diventare sempre piu’ scuro..

il capitano ha lasciato poche vele aperte, ( comincio ad avere un pochino di dimestichezza con i termini tecnici delle barche ma preferisco che tutti capiscano quello che sto scrivendo, senza dover prima seguire le regate della Coppa America per tradurre i termini tecnici.. se vi dicessi che avevamo lasciato 2 mani di terzaroli alla randa penso sarebbe difficile tradurre) e ha fatto bene!!

dopo poco le raffiche di vento , in un attimo, sono salite da 13 a 40 nodi, la barca era tutta piegata per la pressione che il vento faceva su quel poco di vele che erano ancora su’ e in barca eravamo tutti muti.. oltre a me e il capitano c’erano anche altri 2 ragazzi non molto pratici di mare ( uno non sapeva nuotare e quando il vento ha cominciato ad urlare si e’ attaccato ad un maniglia in coperta e penso che , nonostante la cromatura, le sue impronte digitali siano rimaste stampate sulla maniglia in maniera definitiva) 

con il vento anche il mare ha cominciato a far crescere le onde che ora riempivano il lato della barca dove andavano a sbattere facendoci rimbalzare addosso schiuma e spruzzi d’acqua..  una ventina di minuti durante i quali abbiamo anche fatto fatica a governare ( guidare) la barca, con alcuni scogli che dovevamo passare prima di entrare nella baia dove avremmo calato l’ancora che ogni tanto si trovavano proprio in rotta di collisione…

poi ha cominciato a piovere  e forse proprio per questo il vento e’ calato sui 20 nodi e il mare ha cominciato a essere piu’ calmo.. la tensione che si era creata a causa dell’imprevisto alzarsi del vento si e’ cosi’ attenuata ma… il non nuotatore non ha mollato la maniglia fino a quando abbiamo calato l’ancora!!

a parte il battesimo dei 40 nodi, mi e’ piaciuto molto andare a zonzo spinto dall’aria gentilmente fornita  gratuitamente e silernziosamente - ma anche imprevedibilmente -  dal pianeta..

dopo una partenza a motore, un bicilindrico da pochi cavalli  ma comunque rumoroso, muoversi senza nessun rumore a parte il passaggio dell’aria sulle vele, Santana che ci mandava assoli di chitarra dall’impianto hifi.. e ogni tanto il fischio dell’apertura di un barattolo di birra, fa piacere…

bello bello.

 nei 2 giorni precedenti c’eravamo fermati davanti a un’isoletta , su un reef (barriera coralllina)  davanti ad una spiaggia con pochi bungalow molto tranquilli..

la mattina colazione, e poi in acqua a giocare con i pescini di tutti i colori, forme e dimensioni, con lo sfondo di costruzioni di coralli blu, verdi, gialli, arancioni, viola, bianchi a forma di candeliere, di panettone, di guglia, di spugna, con una visibilita’ da piscina..

venivo fuori solo quando guardandomi le mani vedevo che mi stavano per spuntare le membrane tipo palmipede tra un dito e l’altro.. o quando la mia schiena mi informava che mezzogiorno era vicino cominciando a “friggere”..

pranzo, pennichella a turno sull’amaca attaccato sotto il boma e poi giu’ di nuovo.. la sera cena a riva, fuochino sulla spiaggia (d’ordinanza) e crollo fisico in branda..

una sera un branco di pescini bianchi ( avevano incominciato a girarmi intorno e ovunque guardassi ne vedevo migliaia, fantastico) mi ha accompagnato fino a riva..

bello bello.

e non sono neanche riuscito ( non ho avuto il tempo..) ad affittare un motorino e andare a dare un’occhiata al paradiso che mi aveva descritto  lo svedese dell’ultimo post..

da ieri, in compenso, a koh pitcha piove a dirotto e non si riesce ad uscire senza infracicarsi completamente.. meglio essere sulla terra ferma in queste occasioni ma non vedo l’ora di rivedere un poco di sole..

dura l’avventura..

20 Aprile , 2007

the beach 2?

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 3:15 pm

arieccomi in Tailandia.. stavolta con un visto che scade alla fine di giugno ( piu’ rinnovo di 1 mese )

ce la faro’ a finirlo? mi sa di si!

oggi ho conosciuto un tipo svedese che ha casa qui, su un’isola che non rivelo per evitare l’effetto “the beach” che , sebbene il mio blog non sia in cima alle classifiche mondiali come visite,  rischierebbe comunque di informare, indirettamente magari, gente che e’ meglio che stia a casa…

sul minivan di ritorno da Penang lo svedese con dreadlock ( sigh) mi ha raccontato del paradiso.. effettivamente un poco come quando nel film il protagonista trova la mappa per l’isola misteriosa, senza mappa pero’, ho delle info verbali e presto una mail piu’ dettagliata che, ho promesso, distruggero’ appena letta :D

mi parla di una piccola valle, con pochi bungalows, gente selezionatissima ( no, niente guest-lists.  selezionata non in base al censo, ma alla faccia..) fonte con piscina di acqua dolce per i pomeriggi che siamo addirittura troppo stanchi per scendere al mare.. non raggiungibile con motorini o altri mezzi se non mountain bykes o a piedi.. c’e’ addirittura un ponte tibetano da attraversare prima di arrivare..

ve l’ho detto, dal racconto sembra the beach 2 .. senza le regole della comune spero..

vi diro’, gia’ mi piace sto posto.. certo bisogna vederlo dal vivo e poi..

ma ci andro’.. e se lo svedese racconta palle, pazienza..

se no.. magari ci vediamo a settembre.. 

intanto domani ritorno alla mia vita degli ultimi tempi.. mi e’ venuta una voglia matta di andare in giro in motorino.. basta mezzi pubblici.. solo piu’ un bus e un traghetto tra me e la pace..

anzi ancora una sveglia, un bus e un traghetto e poi la pace…

Visa run to George-town - Penang palau - Malesya

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 6:16 am

arrivo alle 7 di sera ora locale, anche grazie alla differenza oraria di un’ora in avanti rispetto alla Tailandia.

ci mollano a Chulia street, la zona dei turisti. la prima guest house e’ cara e le camere non sono meglio di come me le ricordavo 10 anni fa’.. in conpenso ora ci sono internet cafe’ un poco dovunque..

dopo aver peregrinato per una decina di posti inutilmente ( c’e’ di tutto: camere senza finestra, con odori imbarazzantissimi, uno sotto una moschea - che vuol dire essere tormentato dalle preghiere sparate a palla dagli autoparlanti 5 volte al giorno.. la prima all’alba… - altri  con letti improbabili, umidita’ da acquario,ecc - insomma la situazione alberghiera malese non e’ assolutamente migliorata nell’ultimo decennio, anzi…) alla fine trovo in un albergo un poco fuori dalla zona turistica per occidentali  dove ero gia’ stato..  mi fa un poco strano trovare posto in quell’albergo alle 7 di sera - essendo definito “carino” dalla Lonely di solito e’ pieno.. - ma tant’e’..

doccia, piazzo il passaporto in un’agenzia per farmi fare il visto e vado a zonzo un pochino..

 George town ha la particolarita’ di essere un mix di Malgasci, Indiani e Cinesi, con le 3 diverse cucine, credi religiosi, architetture mischiate completamente, cosi’ che da una strada all’altra puoi  mangiare duck on rice con sottofondo di musiche cantonesi, girare l’angolo e  venire investito  da canzoni indiane, donne in sari e  e mangiare un Cheese-nan, poi continuare   e trovare un gruppo di fedeli che escono dalla moschea.. senza dimenticare che ti puo’ anche  capitare di entrare all’Hong Kong bar dove - se ti va “bene” - ti tocca scolarti 30 birre con un ex marine che vorrebbe ripartire per l’Irak domani..

insomma ce n’e’ per tutti i gusti..

dopo aver fatto un poco di foto che presto saranno on line, decido che stasera mangero’ indiano. alla reception mi indicano un posto che vale  la pena provare e ci vado. gli indiani di qui sono come quelli di India.. parlano inglese ma come gli pare.. welcome srrr mi dicono subito, e poi ordino (credo di ordinare..)  pollo al curry con riso. poi chiedo un cheese-nan ( focaccia con il formaggio cotta tandoori - al forno..) mi siedo e mi portano subito il pollo al curry.. sono in un ristorante all’aperto, sul ciglio della strada e dopo poco al mio tavolo si siede un cinese - dopo avermi chiesto il permesso..- per rompere il ghiaccio  gli dico subito che mi stupisce di trovare un cinese che mangia indiano.. lui ribatte e mi spara un trattato sulla multietnicita’ di George town - che patisco un poco perche’ lo fa con un poco troppa enfasi retorica..- poi parliamo d’altro..  intanto chiedo al cameriere che fine ha fatto il mio cheese nan, visto che lo mangerei volentieri con il pollo al curry e non dopo, da solo… l’indianino  mi dice yes srrrr e mi da quel gesto con la testa di lato che sanno fare solo loro e mi dice che sta arrivando.. ricomincio a parlare col cinese.. si va dalle relazioni col gentil sesso ( lui e’ sposato con 2 figli ma ogni tanto gli piacerebbe essere single.. come tutti gli sposati del pianeta), alla situazione informatica malese ecc ecc.. quando sto per finire il pollo arriva il cheese nan, accompagnato da un’altra porzione di pollo , stavolta cotto al forno, che non avevo chiesto.. vedo subito che e’ inutile cercare di cambiare le cose, se dico all’indiano che non lo avevo ordinato scoppia un casino di srrr e scuotimenti di testa laterali , quindi mangio la focaccia e mangiucchio il pollo.. il cinese se ne va’  - dopo avermi lasciato il suo biglietto da visita dal quale scopro che fa il manager di un’azienda di forniture cartacee -, mi dice che sono un tipo simpatico e…  paga tutto lui!!!

e’ un mondo strano..

accetto mio malgrado per non “rompergli la faccia” ( fargli fare una brutta figura, cosa gravissima per un orientale..)

girovago ancora un poco mi faccio rubare 20 ringit ( moneta locale 10 bath = 1 ringit) per una birra in un locale nuovo con musica live dove mi sento assolutamente estraneo appena entrato, le cameriere neanche mi considerano e sono tutti tirati a lucido ( io sono in bermuda e ts-shirt, che ve lo dico a fare.. sono in vacanza , io..) - per ricambiare l’accoglienza fredda vado subito a sedermi ad un tavolo sotto il palco dove c’e’ il cartello “riservato”.. 

 torno in albergo abbastanza “cotto” dalla giornata e mi butto a letto.. - da stamattina sembra passato un secolo oltro che una frontiera - la tregua dura 3 minuti perche’ poi scopro il motivo per cui l’albergo carino era vuoto: ci hanno aperto vicino un food hall con Karaoke che sembra di stare allo stadio!!  scendo alla reception e il faccia di c..o  che c’e’ dietro il bancone mi dice che smetteranno tra poco.. tra poco essendo le 3 di notte , scopro mio malgrado dopo!!

la mattina dopo cambio hotel, senza insultare il banconista ( sto migliorando piano piano..)vado a fare colazione e… la stessa situazione del giorno prima mi si ripresenta al ristorante dove faccio colazione!!  pensavo di aver fatto capire alla cameriera che volevo 2 uova sode con toast e bacon e mi ritrovo 2 uova fritte con toast e bacon e dopo qualche minuto arrivano anche le uova sode.. totale, secondo lei, 4 uova a colazione.. - e il colesterolo ringrazia - vabbene che sono farang ma  stavolta le rimando indietro e mi spiace tanto per loro (le uova sode..)!!

rivagabondo, rincontro il cinese che mi ha pagato cena ieri sera ( tutto in giacca+cravatta oggi) visito moschee, templi indiani e cinesi ( in questo caso tutto in 100 metri scarsi, alla faccia dell’integrazione..), poi  comincia a piovere e mi infilo in un negozio di barbiere indiano che quando entro sta dormendo sulla poltrona del salone e che mi fa barba capelli sopracciglia massaggio alla testa scrocchio di colonna verticale e se non lo tengo mi invita pure a cena.. che tipo.. ( ho foto che documentano il soggetto nella foto gallery..)

tra qualche ora, anzi meno, devo andare a ritirarmi il passaporto ( speriamo bene..)  e stasera stesso torno in tailandia.. a presto

19 Aprile , 2007

Had Yai : dim sum e topi

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 9:38 am

ciao ciao Thailand.. ho lasciato la mia isoletta e ora dopo uno stressante viaggio song teo-battello-pullman sono ad Had Yai per il “Visa-run”
visa-run = ogni mese, o ogni 3 mesi bisogna uscire dal paese che ti ospita per rinnovare o rifare il visto.. sembra una cazzata ma e’ un appuntamento che ogni expat tratta con fastidio..
bene, io non avevo nessun visa, solo le canoniche 4 settimane che rilasciano all’attraversamento delle frontiera e il mio momento e’ arrivato..
stasera sono ad Had yai, cittadina abbastanza famosa ultimamente per gli attentati dei fondamentalisti islamici nel sud del paese..
fa molto caldo e scopro che sono diventato quello che Pasquale Bruno - calciatore anche del Torino soprannominato “o animale” -  definiva “una fichetta”: appena sceso dal bus ho puntato direttamente verso gli hotel con a/c e cable, senza neanche passare dalle guest houses..
vabe’, ora lo sapete..
cmq, ho uno zaino da pic-nic cosi’ non mi ci vuole molto ad installarmi in hotel.. mentre apro lo zaino scopro che come un fesso ho dimenticato il cavo per ricarica della batteria della macchina fotografica.. grave perche’ gia’ il simbolino giallo della ricarica si fa strada sullo schermo lcd della digitale e io avevo previsto di fare un pacco di foto in Malesia..
comincia il tormento.. dopo essermi dato del minchione un tot di volte opto per la cosa piu’ intelligente da fare: trovare una soluzione logica..
l’articolo che uso per digitalizzare le mie trasferte da quest’anno e’ di costruzione recente e questo potrebbe essere un handicap per trovare qualcosa di simile in zona.. allora punto verso l’unico shopping center presente in centro.. l’ora e’ tarda e, mentre sono felice di scoprire che l’articolo in questione ha raggiunto i negozi delal grande distribuzione tailandesi, non c’e’ nessuno in grado di recuperare il carica batterie dalla confezione originale e il mio problema continua ad essere tale.
oltretutto domattina devo alzarmi presto per prendere un odiato minibus per Georgetown, Malesia dove il consolato locale mi fara’ la grazia, previo pagamento , di farmi il visto..
urge decisione alternativa.. intanto mi fermo e trovo un posto dove mi faccio servire una biretta per sbloccare l’umidita’ che ha avvolto tutto..
poi decido di posticipare l’orario di partenza.. e sperare in Buddha che domani mattina ci sia qualcuno col cervello alla sezione macchine fotografiche del centro commerciale.
ora mi e’ venuta fame ed essendo Had Yai una citta’ dotata di una buona presenza cinese, mi trovo a girovagare nelle china town locale..
mi faccio attirare da un banchetto di dim sum.. per chi non ha mai avuto la fortuna di mangiarne sono dei piccoli bocconcini di pesce, gamberi o maiale cotti al vapore in contenitori di bambu’..
belli da vedere oltre che buoni da mangiare..
me ne faccio portare un camioncino e mi tolgo la voglia per un altro po’..
esco dal risto cinese e sento che c’e’ ancora spazio per un caffe’ fatto col filtro e un dolcino cinese, questa volta pero’ preferisco trovare una baracchina sulla strada, vicino ad un punto trafficato..
caffe’ discreto, dolci ok.. gelatine verdi, rosse e arancioni servite con il ghiaccio.. la padrona del banchetto attacca discorso.. io rispondo con quel poco di thai che posso sfoggiare..
di dove sei, che lavoro fai, come mai parli thailandese (??), dov’e’ tua moglie ( intesa come moglie thai, l’unico modo - secondo loro - per un farang di imparare la lingua locale..)
faccio appena in tempo a dirle che non ho ancora la fidanzata che divento oggetto di interesse per tre tipine in caccia di clienti..
una mi si avvicina, dice qualche battuta spiritosa e dopo qualche strusciatina mi lascia il numero di telefono con la promessa di raggiungermi in albergo in 20 minuti se la chiamo e di farmi un massaggio che non dimentichero’..
la padrona del banchetto non ha gradito l’abbordaggio e non mi parla piu’..
intanto ho cominciato a vedere dei toponi da kilo che girano un poco dappertutto..
pago e torno in hotel.. mentre passo vicino a dove ho mangiato i dim-sum ho il dispiacere di vedere che ora che il locale e’ chiuso, anche li’ i toponi regnano..
penso ancora un poco se fare la chiamata alla mia nuova amica e ..
vi saluto

mattina dopo, corsa verso il centro commerciale.. chiuso fino alle 10,30.. che palle!!
tento qualcosa di random e mi infilo nel mercato.. incredibile ma vero trovo una tipa che mi ricarica la batteria della macchina fotografica gratis!!
ho giusto il tempo di bere un caffettino e fare 2 passi che la batteria e’ carica.. la lascio con un grazie mille..
poi ci penso e non mi sembra abbastanza, cosi’ mi esagero una confezione di Ferrero rocher da 20 ( articolo da premio della giuria a queste latitudini ndr..) e quando torno da lei con il pacchetto in mano ho quasi paura che mi voglia baciare di fronte al marito tanto le si illuminano gli occhi..
bello fare qualcuno felice..
e ora..
frusta cocchiere che Penang mi aspetta..
a presto

17 Aprile , 2007

bazza cosmica

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 1:02 pm

intanto voglio subito dire che il seguente racconto e’ frutto della mia fantasia e che ogni riferimento a fatti,  persone e  luoghi e’ puramente casuale. 

poi..

esterno spiaggia Thailand.

anzi cominciamo dall’inizio: l’altra sera  sono stato invitato ad un compleanno in spiaggia.

tricke tracke  cotillons birra ecc ecc ecc ( non mancava nulla, ho scoperto poi…..)

sul momento ho accettato, poi dopo essermi ritrovato in spiaggia il giorno dopo ho deciso di fare un regalo al mio fegato e ai miei neuroni e non sono andato.. - invecchio o rinsavisco? boh..

invece di andare alla festa mi sono messo a leggere in riva al mare.. dopo poco sento un suono di campane.. a pochi metri da me arrivava un piccolo corteo di Hari Krishna ( no, davvero, non ero passato dal party, non avevo bevuto, e neanche assunto sostanze di alcun genere.. erano proprio 3 Hari Hari Krishna Krishna in processione )

il capolista ( se mi passate la definizione) e’ un americano che in qualche modo oscuro riesce a far convergere la sua passione religiosa con la passione per gli alcolici.. misteri della fede.. o forse lo stato alcolico lo aiuta a trovare a la fede, come la chara aiuta i  sadu a elevarsi..

dietro 2 thailandesi, passate dal buddismo a questa religione indiana.. anche qui penso di dovere chiamare in causa la fede come collante per punti di vista a volte contrapposti

un cane abbaia, forse disturbato dalle campanelle…

passano, cantilenando e suonando le campanelle e vanno..

 riprendo a leggere ( un libro di viaggi in mare, una nuova passione..)

dopo 38 pagine mi sento chiamare e uno dei partecipanti al party di compleanno mi viene incontro radioso nel suo stato mentale burrascoso..

capisco subito che e’ andato alla festa perche’ ha degli occhi come quelli del cartellone pubblicitario del film Godzilla : verdi, pupilla dilatata e fissa - e sento la sabbia nella sua gola da lontano..

c’era anche da mangiare alla festa e non ci metto molto a capire che tra i vari spuntini qualcuno ha preparato una frittata special..

impossibile continuare a leggere.. una valanga di parole mi investe.. racconti relativi alla festa, ai suoi partecipanti, alle signorine che passano in quel momento sulla spiagggia e a quelle che sono sedute sotto gli ombrelloni, passaggi di economia - che se potessero essere condensati in un ologramma e spediti alla giuria dei premi Nobel potrebbero provocare disastri o illuminanti nuove teorie macroeconomiche - pezzi di memoria personale di passati italici e non, neologismi ancora da scoprire e inventare, commenti sui colori del mare, delle sfumature delle nuvole all’orizzonte, approssimativi attraversamenti di filosofie antiche -  semplificate ed adattate alla bisogna -  con sensi unici, alternati, raddoppi di corsia, repentine inversioni di marcia ecc  non sempre facile incanalare in un unico flusso coerente..

 io lo lascio fare..

per quasi un’ora.. ogni tanto metto li’ qualche commentino.. mi scappa detto che ho visto alla tv dell’offerta della Aeroflot - insime ad un consorzio di altre imprese - relativo all’acquisizione dell’Alitalia..

immediato ritorno alle teorie macroeconomiche innovative.. queste con una possibilita’ su un milione di poter essere riportate senza rischiare di deragliare nella metafisica..

ogni tanto la sabbia in gola gli si ripresenta e con lei la richiesta di andare a trovare qualcosa da bere per evitare di inghiottire la lingua felpata.. ma viene subito dimenticata per lasciare spazio ad altre parole..

poi la svolta..

intanto che eravamo in spiaggia il tempo e’ passato e ha cominciato ad imbrunire..  lo sguardo verde acido si perde all’orizzonte e dallo scoppio di una sinapsi la corrente arriva alla lingua, senza filtri ed escono queste parole:

“guarda che tramonto, che nuvole.. VORREI ESSERE ARIA…”

eeehhhhhhhhhh???

adesso rimango un poco sbalordito, devo dire la verita’..

stupito che riesca a pensare una cosa cosi’ sotto l’effetto di una fetta di frittata

chissa’ come gli e’ venuta in capa.. sara’ stata  influenzata dalle vibrazioni delle campane che erano suonate prima che lui passasse sulla spiaggia in mano all’Hari Krisha americano?

un concetto riconducibile alle teorie di ” fare parte del tutto” - intendendo come “tutto” l’insieme delle creature, delle manifestazioni, degli eventi che avvolgono il nostro essere  piccole particelle che si manifestano sotto forme diverse all’interno dello stesso schema, diversi ma importanti allo stesso modo, correlati direttamente - questa “bazza cosmica” insomma - non me lo aspettavo davvero..

e prima che lui si dirigesse verso il mare -  camminando senza lasciare traccia del suo passaggio sulla sabbia -  e si smaterializzasse  in una brezza, mutando la sua forma fisica in vapore,  gli dico, alzandomi e raccogliendo le mie cose sulla spiaggia: e’ venuta sete anche a me, andiamo a bere qualcosa….

robe grosse..

… e poi mi sono svegliato e il vento aveva fatto strage del mio libro riempiendolo di sabbia e facendomi perdere il segno…

;D

9 Aprile , 2007

tramonti appicicosi

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 4:19 pm

ieri il tempo era bruttino.. ho deciso di mollare la spiaggia e partire alla scoperta di qualche zona dell’isola ancora sconosciuta per me.. cosi’ sono salito sul motorino e ho girato a sinistra invece di andare dritto come faccio di solito..

risultato mi sono trovato nel mezzo dei cocchi , attraversando piccoli gruppi di case, piccoli templi con monaci gentili  che mi hanno offerto , altro segno della globalizzazione,  un dolce di riso e una Coca Cola calda..

poi mi sono becccato una “ramata” di pioggia, breve ma implacabile.. ho cercato di ripararmi sotto una tettoia con l’unico risultato di essere inseguito da due cagnetti che forse erano preoccupati che rubassi qualche filo d’erba, visto che sotto la tettoia  non c’era niente..

 quindi di nuovo sotto la pioggia, bagnato fradicio.. va bene che fa caldo ma diventa fastidioso essere bagnato anche a 35 gradi…

alla fine mi sono infilato in una resort.. la pioggia ha smesso di scendere e mi sono seduto sotto un ombrellone su una poltroncina in riva al amre..

bello..

 era quasi ora del tramonto.. ho ordinato un drink e ho deciso di godermi il tramonto da quella parte dell’isola..

piano piano negli ombrelloni a fianco si sono popolati: sono arrivate delle coppiette di tutte le eta’ e nazionalita’ ( molti gli occidentali)

niente di grave ma.. alla terza coppietta di stranieri hanno messo su una musichetta di quelle che gli americani chiamano “elevator music” (pessime versioni  mid di pezzi famosi negli anni 30.. roba tipo “i’m crazy for the guy” o peggio..)

poi e’ cominciata la girandola dei cocktail con i fiori piantati dentro  ( orchidee decorative in colori pastello..bleahh!!)  e gli apprezzamenti delle coppiette sul decoro floreale - che evito di riportare perche’ esageratamente melense o imbecilli -  e quando il mare ha cominciato a colorarsi di rosso del tramonto e i camerieri hanno cominciato a passare di tavolo in tavolo e a fare le foto  alle coppiette con lo sfondo del tramonto, volevo scappare via..

robe per lo meno imabarazzanti per  un single..

quando e’ arrivato il mio “turno” di foto ho lanciato uno sguardo “definitivo” - della serie se ti avvicini ti rompo una gamba - e il  cameriere che ha tirato diritto..

cmq alla fine il tramonto e’ stato bello, e ho fatto io medesimo delle foto che trovate nel fotoalbum

cose che succedono in vacanza..

a me..

8 Aprile , 2007

Thailand- tutto finito?

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 4:22 pm

Ho il piacere di informarvi che , ancora una volta, brutte notizie dal sud est asiatico..

sono ormai diverse settimane che sono in zona ma , ora , dopo approfondite analisi,  posso dire senza patemi d’animo che non vale piu’ la pena di prendere un aereo per farsi trasportare fino qui.

per farci prendere in giro possiamo tranquillamente stare a casa..

 oggi ho pagato un caffe’ ( nescafe’..) l’equivalente di 2 euro, una bottiglietta di acqua 1 euro  in Tailandia ( dove gli stipendi medi si aggirano introno ai 150 euro al mese), in un locale  che niente aveva che vedere con un caffe’ in centro delle nostre citta’ d’arte..

e stasera ho mangiato in un ristorantino - che definire etnico sarebbe gia’ tanto - un piattino di vongole 6 euro.

e quando ho protestato mi hanno dato del pazzo..

e dovrei prendere un aereo e farmi 12 ore di volo  per venire a farmi fottere i soldi da questi qui, che non troppe generazioni fa’ ancora vivevano di cocchi e pesce salato?

negativo.

altro risultato dei turisti all inclusive, che sbarcano qui senza rendersi conto che la vita non puo’ costare come in Europa.

taxi che costano come a Torino..

aragoste piu’ care che in Italia..

a questo punto non posso che sperare che la globalizzazione faccia piazza pulita anche di quel poco che rimane di originale in zona..

 e’ gia’ arrivata la grande “livella”.. sotto il nome di Lotus-Tesco..

la grande distribuzione che trasformera’ ancora una volta la vita di questi posti.. ora potranno comprare gli stessi prodotti che troviamo noi in Occidente, la carne non sara’ piu’ una merce da comprare al mercato all’aperto - con migliaia di mosche in attesa del pasto - e il prezzo lo decidera’ un manager,  magari a Londra..  

il pesce al mercato rionale  non potra’ avere un prezzo per i locali e uno per i turisti..

sara’ incellophanato e con scadenza a vista

tutti in fila col carrello al supermercato..

e anche la gente ha gia’ cominciato a girare per gli scaffali del supermercato con quella voglia di consumare che probabilmente impazzava in occidente  all’apertura dei primi supermercati..

il mercato li distruggera’.

e se lo meritano.

 e sono contento anche per tutti quelli che hanno piallato gli alberi di cocco per costruire villette per turisti.

 la banca , visto che non potranno pagare il mutui , glieli prendera’.

 e il sogno di fottere il turista gli lasciera’ l’amaro in bocca  per anni.

e gli sta bene.

a presto

””’ ””””””’ ””””””’ ””””””””ok ho modificato il titolo originale e sostituito i punti di sospensione con un punto di domanda perche’ ancora una volta ho dovuto ricredermi..

effettivamente la possiamo definire - come mi hanno scritto in un commento - una giornata storta…

oggi meglio.. di nuovo bastava uscire dai tragitti frequentati e il paese  reale affiora..

se si scappa dai posti che ormai sono frequentati solo dai turisti la Thailandia - le trappole per farang - tutto ritorna in una  dimensione vivibile..

certo che, nel paese presto dovra’ cambiare qualcosa.

intanto a livello politico : dall’anno scorso e’ al potere  un generale dell’esercito ( il paese e’ comandato dal re solo formalmente da moltissimi anni - l’esercito e’ sempre stato il detentore del potere, la politica non esiste qui) che continua a posporre la data delle elezioni per dare un primo ministro eletto dal popolo in base al fatto che presto andra’ in pensione e vuole candidarsi come civile..

una parte del paese vive a ritmi esagerati grazie alle rendite che gli forniscono i turisti, mentre la maggior parte della popolazione continua a vivere con i fatidici 150 euro al mese ( che lasciano pochissimo spazio alle frivolezze e permettono appena di sopravvivere..)

questa economia sbilanciatissima ha prodotto uno sviluppo caotico e assolutamente incontrollato a livello strutture turistiche. il che ha fatto si che oggi punto della costa e dell’entroterra dove si poteva costruire una villetta e’ stato devastato senza pieta’ e  tra qualche anno - troppo tardi per tornare indietro - si renderanno conto del danno che hanno causato inutilmente, perche’ i turisti non vorranno piu’ andare in un paese dalle coste cementate e dal mare inquinato.

peccato che proprio la mancanza di una guida e il flusso di moneta straniera stiano distruggendo un paradiso

cerchero’ di godermelo ancora qualche settimana, nonostante le prevedibili giornate storte…

ciao

   

finalmente nuove internet news: nel nuovo posto da cui vi scrivo ( un internet cafe’ nuovo..) .. ci sono 2 tipe thailandesi che stanno sedute nelle postazioni vicino al pc che sto usando.. una sta’ stampando le foto di un fidanzato europeo che ha inviato delle foto a cavallo di una moto tutto tronfio..  il fidanzato europeo ha fatto l’errore di mandare delle foto dove si vedono anche alcuni suoi amici, e la tipa sta commentando e scegliendo - insieme alla sua amica - quale e’ il piu’ bello (amore vero..) ah.. e intanto risponde a telefonate dei nuovi clienti in zona!!

 l’altra sta parlando attraverso Skype ad un fidanzato in Germania e ogni tanto gli dice ” is not my problem” o ” you have to take care yourself”, gli da del pazzo… ora lui le ha detto che verra’ a trovarla questo mese e questo le sballa tutto il planning, dice alla sua amica..  scenette che una volta si seguivano solo negli uffici da dove si poteva telefonare in Europa e che ora si ripropongono in ogni internet cafe’..

il padrone del cafe’ e’ un francese.. dopo aver scambiato un paio di battute in francese sullo sstile di vita delle signorine thai, mi ha chiesto se ero francese.. quando gli ho detto che ero italiano ha fatto una faccia brutta.. mi sa che Zidane  gli e’ rimasto nella memoria

1 Aprile , 2007

koh pitcha 3 - sempre-giovani al titanio

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 4:12 pm

di signori anziani che si fanno fare i tatuaggi e girano in moto con le All Star bianche..

la popolazione mondiale sta invecchiano, anzi meglio la popolazione occidentale sta invecchiando - in India il 60 % della popolazione ha meno di 25 anni e in Cina non zo ma…- e allora, se non possiamo piu’ morire a meno di 100 anni, ci allunghiamo la giovinezza.

se a casa le cliniche del ritocco lavorano a nastro,  da queste parti si cominciano a vedere anziani che non sembrano anziani per nulla. dopo la sorpresa di aver visto trasformare Pattaya in un gerontocomio, ora anche sulle isole si fa strada un nuovo prototipo : il sempre-giovane al titanio.

mentre a Bkk - nella zona turistica - i bar improvvisati ai lati della strada sfoggiano cartelli con sopra scritto “we don’t check ID” ( nel senso che anche i ragazzini possono comprarsi un cocktail, devastante…), i negozi di tatoo cominciano ad affollarsi di arzilli 70enni che chiedono di avere un tribale sul braccio, il nome della fidanzata sul muscolo smunto, magari il codice della ASL, cosi’ da non doversi portare dietro la tessera quando vanno a farsi prescrivere il Viagra..

 stasera ho visto un  incartapecorito che si era fatto tatuare l’emblema della Ferrari sulla spalla destra… per onor di bandiera ho sorriso, ma certo che fa’ pensare.. 

pochi giorni fa’ un tedesco ormai in pensione da almeno 20 anni, probabilmente di piu’, mi e’ passato davanti a cavalcioni di una moto di grossa cilindrata - che non sapeva portare e che sulle strade piene di sabbia dell’isola pattinava da tutte le parti ogni volta che metteva mano alla manopola del gas, con evidente pericolo per tutti - con un tribale sul braccio ( appena fatto, era ancora coperto di gelatina per proteggerlo dalle infezioni), la canottierina bianca da palestrato, i jeans e le All star bianche ai piedi…

 non l’ho seguito ma sicuramente era diretto in qualche bar dove andava a prelevare la “fidanzata” che poteva essere sua nipote, e aveva appena ingoiato una pasticca di Viagra da 100, e gli rimaneva un’ora prima di entrare in orbita o collassare..

per fortuna non riescono ancora farsi fare i dreadlock - i capelli da rasta - che altrimenti qualche giorno mi trovo davanti la versione - passata al morphing e grinzata - di Bob Marley, ma credo che anche questa barriera temporale verra’ aggirata presto

punto di riferimento per le giovani leve?

esempio da seguire per saggezza e esperienza?

questi vivono ogni giorno come fosse l’ultimo, la beat generation dei “ragazzi del ‘90″- intesi come 1890 - forse nella speranza di non finire i loro giorni sotto le grinfie di qualche infermiera in un ospedale rimbambiti di farmaci, a brodino e bollito, tenuti  in vita per forza…

con come ultimo desiderio di trapassare col sorriso sulle labbra.. e in culo a tutti!! 

in definitiva, pensavo, anche se sembrano un poco ridicoli, possiamo biasimarli?

saremo cosi anche noi?

ai posters l’ardua sentenza..

ps: le donne sono piu’ discrete, almeno da queste parti dove fanno una vita grama causa concorrenza spietata locale..

psps: tra 2 giorni Full Moon.. chissa’ il cocktail Viagra/Cialis+funghetti magici come me li concia, i super-giovani al titanio… 

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