lifeonthedge

26 Febbraio , 2007

Trat e koh Chang

Archiviato in: tour 2007 — bloglq @ 2:51 pm

il viaggio per Trat , l’ultimo posto sulla terraferma prima di prendere il traghetto per koh Chang non e’ ancora finito. dopo una notte a Chamburi, prendo il bus destinazione Trat. sono le 12, e dovrei raggiungere il center-point da dove parte il traghetto in meno di un’ora..

ma.. il bus si rompe!

dopo poco che simo partiti un paio di cinghie del motore vanno in mille pezzi e siamo fermi sul lato della strada. alcuni “codardi” dopo qualche minuto fermano un minivan di passaggio e vanno a casa. la maggior parte di noi aspetta il rimpiazzo del bus. che arriva dopo una decina di minuti. arrivaimo a Trat. sono di nuovo pronto a fare una pausa. e dormo in una guest house in citta’. conosciuto parecchi personaggi interessanti da cui ricevo info sull’isola dove sono destinato e sulla Cina ( che potrebbe diventare parte du questo viaggio)

il giorno dopo finalmente arrivo a koh chang che e’ cresciuta a dismisura come numero di frequentazioni. la maggior parte qui sono svedesi o di quelle parti. mi piacerebbe sapere cosa influenza le scelte dei vari paesi europei in fatto di destinazioni. probabilmente qualche pubblicita’ ben riuscita. cmq del posto dove ero stato 5 anni fa’ non c’e’ piu’ traccia. la spiaggia dove avevo passato piu’ di un mese in un bungalow a pochi metri dal mare e’ ora occupata da un palazzo a 5 piani con piscina frequentao da famiglie europee. non e’ rimasto niente di quello che ricordavo. allora cambio spiaggia. ora sto in un posto che anche luio probabilmente tra qualche anno sara’ irriconoscibile ma per il momento va bene. qualche bungalow di troppo ma tante bionde in spiaggia. me ne faro’ una ragione. utilizzo questo resort come base per qualche giorno e intanto vedo cos’altro e’ cambiato. pensate che l’ultima volta la strada non era asfaltata e ora il nastro d’asfalto  fa quasi tutto il giro dell’isola. magari vado in qualche isola vicina.  ora l’elettricita’ c’e' 24 su 24 e internet broad band a poco prezzo e’ comunissima. di questo passo  tra qualche anno dovro’ considerare un viaggio sulla luna  per trovare meno gente..

cmq 38 gradi, acqua blu, serate simpatiche su terrazze di legno a strapiombo sulla spiaggia. dovro imparare un poco di svedese..

a presto  

23 Febbraio , 2007

Chantaburi 4

Archiviato in: tour 2007 — bloglq @ 12:52 pm

allora, stamattina , sono andato a fare colazione nel ristorante del Green Hotel di Pattaya come tutte le mattine.. guardato un poco male dagli altri ospiti dell’hotel perche’ ero senza accompagnatrice..in piu’, qualche strada piu’ in la’, avevano cominciato a lavorare le ruspe per la costruzione di un altro ecomostro che quelli in Italia hanno molto da imparare in quanto a distruzione del patrimonio naturale, mi sono deciso a rifare le valigie e schiodarmi da Pattaya..

il che e’ stato piu’ difficile del previsto!

la congiura dei tassisti ha tentato in vari modi di boicottare il mio distacco dalla citta’ del vizio..

intanto alla reception, dove la manager voleva a tutti i costi che prendessi un minivan per andare alla stazione dei bus.

io ho sviluppato negli anni un odio feroce per quelle trappole per poveri stranieri che si ritrovano stipati in 25 e costretti a fare il periplo di tutti gli hotel delle varie zone per ottimizzare il viaggio.

quindi ho detto che non mi interessava il minibus.

a questo punto la manager non ha potuto che trovare conferma della sua supposizione che fossi un tipo strano: intanto ero tornato in hotel per 2, dico 2 notti senza signorina e poi.. niente minibus, avevo sicuramente dei problemi..

io mi metto lo zaino in spalla ed esco alla ricerca di un modo per raggiungere la stazione dei bus autonomamente.. dopo aver rifiutato proposte oltraggiose da qualche tassita ( tipo 10 euro per 3 minuti di taxi) ho trovato un son theo, i pick-up che fanno da taxi disposto a portarmi per 2 euro..

arrivo felice alla stazione del bus dove ritrovo l’addetta al turismo di Pattaya ( cosi’ per lo meno dice il logo sulla sua t-shirt) che mi comunica che per Trat, la mia destinazione, i bus non fermano alla stazione dove sono ma devo fermarne uno sull’autostrada che collega Bangkok a Rayon.

ricomincia la danza per trovare un tassista similonesto che mi portasse sull’austrada ma .. alla fine lascio la stazione a piedi col bagaglio in spalla.

11,30 am, 40 gradi sole a palla… girato l’angolo, fuori dalla portata degli sguardi dei tassisti cornuti, fermo un moto-taxi che per una modestissima cifra si offre di portarmi dove fermano i bus diretti a Trat  sull’autostrada. andando capisco che non sa neanche dove andare..

cmq bene o male ad un certo punto avvistiamo un bus de luxe ( trattasi di autobus destinati al trasporto dei tailandesi, aria condizionata, musica thai a palla e interni da show di provincia bulgara)

il tassista mi molla augurandomi buona fortuna e io un po’ mi insospettisco.. ma tant’e’.

tratto con l’aiutante dell’autista del bus che inizialmente mi chiede il doppio di quello che ho capito, da quel poco che ancora ricordo di tailandese, e’ la tariffa per i locali.

scendo fino alla meta’ di quanto chiestomi e finalmente salgo sul bus.

dopo poco pago il biglietto e chiedo a che ora arriveremo adestinazione. dopo 4 ore mi viene detto, che mi sembra parecchio per fare 200 km ma non c’e’ altra soluzione..

mi rilasso un poco , comincio a sonnecchiare e dopo 30 minuti mi accorgo che il bus su ferma. penso sia una delle solite soste programmate per fare gasolio o rifocilalrsi ma da dietro una tipa mi dice ” change bus” ( cambiamo bus)

boh.. l’aiutante a cui avevo pagato il biglietto mi spiega allora in un mix di linguaggi che dovremo cambiare bus e mi rende 10 bath del prezzo del biglietto..

il nuovo bus e’ un bus di linea , niente de luxe, e l’aria condizionata fa fatica a uscire dalle bocchette..

prima che partiamo sempre l’aiutante dell’autista del bus di prima mi riviene vicino e mi rende altri 50 bath e mi dice sorry.

Sempre più preoccupato…

Partiamo. dopo poco comincia a piovere un diluvio. cielo nero. nessuno che mi abbia considerato, a parte un rimbalzare di “farang” appena sono salito sul bus ( i tai sono sempre stupiti di vedere uno straniero salire su uno dei loro bus.. lo erano gia’ 5 anni fa e in questo non sono cambiati..)

il bus viaggia alla velocita’ di un treno locale, e si ferma ovunque qualcuno dalla strada faccia segno di fermarsi.

Di questo passo non arriveremo mai.. oltre tutto non so neanche bene dove stiamo andando a questo punto.. la mia iniziale fede nel destino comincia ad incrinarsi e cerco di trovare qualcuno con cui comunicare.

una tipa 2 posti piu’ indietro che ha finito di fare una telefonata oceanica con cheteneso’chi, mi spiega che andiamo a Rayon e che da li’ potro’ prendere il bus per Trat..

vabbe’.. per fare 100 km ci mettiamo 3 ore.

a Rayon come esco dal bus alla stazione parte il bus per Trat, anzi come riesco a capire dopo che sono salito al volo senza neanche aver potuto mangiare un piatto di riso, il bus va a Chantaburi, da cui parte il bus per Trat..

la storia infinita..

alla fine arrivo a Chantaburi sotto il diluvio alle 6.

stremato decido che mi fermero’ qui per la notte e sono di nuovo sono vittima dei fucking tassisti. questa volta sono costretto a pagare 4 dollari per 3 minuti di son teo. cedo al ricatto un poco perche’ non conosco il posto e poi perche’ piove.

il primo stop e’ in un albergo che non capisco subito che e’ un albergo. sembra casa di qualcuno. mi ricevono 2 tipe coricate su 2 panche che senza neanche alzarsi mi dicono che non c’e’ posto ( per fortuna)

erano amiche del cornuto tassista.

Che e’ poi costretto a portarmi in un albergo “albergo”.

ora sono qui, a Chantaburi dove credevo di essere l’unico bianco.

Invece poco prima di entrare in camera incrocio un soggettino che rientra di diritto tra i cosiddetti “freak” ( originali solo se sopra i 55 anni, a questo punto..)

Pare “sbiadito”, con qualche anno di vita tribolata sulle spalle, a giudicare dal fatto che sta seduto in corridoio, leggendo un quotidiano e si sta facendo scaldare dell’acqua su un fornellino a gas come se fosse a casa sua.

Mi ha fatto venire in mente un altra scena anomala: Nepal, 6 anni fa.

Sono nella hall di un hotel a Thamel, la zona turistica di Kathmandu.

Qui, un tipo sulla 25ina che urla , iin italiano, contro quelli della reception.

E’ appena tornato da un trekking, che doveva averlo segnato molto a livello neuronale - probabilmente  causa abusi vari  ndr.. - ed è rimasto “flashato” dal prezzo sul menù di un “continental breakfast”!!
Perso ogni contatto con la realà,  pretendeva di scaldarsi un poco di latte lì, sul posto, con il fornellino da campeggio che aveva già tirato fuori dallo zaino..

Chissà che fine ha fatto quel tipo..

Quello che sta nel corridoio,  se non altro, sembra tranquillissimo..

Cmq Chantaburi non finisce di stupire.

Pochi minuto fa’, qui nel posto dove sto usando Internet in mezzo a ragazzini, e non solo, che giocano ai videogame. arriva un nero. si, un nero africano. 2 metri di ebano in un mare giallo. quando lo guardo stupito e gli dico che non pensavo che ci fossero tanti stranieri in questa zona , lui si mette a ridere e mi dice ” don’t worry mate, you’re not alone here..” e scopro che c’e’ una colonia di 2/300 ghanesi che trattano pietre prezione qui.

adesso vado a vedere se riesco a mangiare qualcosa e vediamo che cosa deve ancora succedere..

domani Trat, forse… ( a questo punto)

22 Febbraio , 2007

Pattaya 3

Archiviato in: tour 2007 — bloglq @ 2:06 pm

erano diversi anni che non venivo a Pattaya.

venendo qui  ho avuto l’ ennesima prova del grosso impulso nelle infrastrutture che ho notato qui

la strada  che collega Bangkok e Pattaya e’ nuova… e  su 2 ore di viaggio il 90 % lo abbiamo fatto su un’autostrada sopraelevata..

Pattaya e’ , in Tailandia, il posto del turismo di massa ( oltre ad essere famosa per avere  la piu’ alta concentrazione di “signorine” disponibili a pagamento per offrire una serata di spensieratezza, diciamo cosi’..)

per farvi capire: quando arrivo in hotel, alla reception c’e’ un cartello che in inglese e tedesco recita: “le signore che vi accompagneranno per la notte dovranno lasciare i loro documenti alla reception ( per la vostra sicurezza)”

vabbe’, mancavo da parecchio e nel frattempo.. grossi cambiamenti in zona!!

immensi condomini in costruzione a pochi metri dalla spiaggia.

oltre a McDonald, Burger King, Sizzler ecc  constato l’arrivo di Starbucks ( catena di caffetterie made in Usa) e Subway ( evoluzione , sempre sotto forma catena di negozi delle paninoteche)

negli ultimi anni si e’ anche verificato lo sbarco in massa i turisti del blocco comunista.

compratori implacabili.

di qualunque tipo di articolo. 

ora girando per gli innumerevoli negozi e’ molto facile sentire parlare russo, vedere in vendita t-shirts con scritte in cirillico ( la piu carina che ho visto, e non solo perche’ era indossata da una stunning beauty era ” Vodka, connecting people” utilizzando lo stesso stile del logo della Nokia), bandiere dell’ex Urss..

i ristoranti hanno i menu’ in cirillico e propongono vera cucina russa ( quanto sia vera non saprei comunque..)

per farvi capire la portata dell’evento diro’ solo che sono riusciti a rubare una fetta di mercato alle “signorine” di cui sopra e ora si trovano  ragazze russe in spiaggia, dietro al bancone dei bar o sui palcoscenici dei locali che propongono  show erotici..

a parte i contatti nei vari locali, quelli che mi e’ capitato di fare sono del tipo ‘incrocio di sguardi’. frazioni di secondo dove io dicevo con lo sguardo ” mica male” e loro rispondono, sempre con lo sguardo” fanno 2000 bath, carino”..

fantastico..

quasi telepatiche..

oltre che peripatetiche

i tailandesi si sono immediatamente adeguati per riuscire a sfuttare l’arrivo di questi nuovi  portatori sani di ricchezza..

stanno sicuramente approfittando dell’occasione per svuotare i mangazzini di articoli che altrimenti non avrebbero mercato.

questi nuovi turisti sembrano spinti all’acquisto di qualunque articolo come se si stessero riprendendo una rivincita per qualcosa che non hanno potuto fare prima, come se volessero portare a casa qualcosa di orientale, a testimonianza di un viaggio da occidentali fatto in un paese prima visto solo nei depliants delle agenzie di viaggio o in tv…

 gli abbinamenti di colori improponibili sono sfoggiati con non chalance, gli oggettini che sono la conferma del significato della parola kitch ecc vanno alla grande..

stasera ho visto una coppia che si faceva riprendere con la telecamera entrando da Macdonald, e mi sembra un bell’esempio di voglia di appropriarsi di valori ( e che valori..)

passando oltre l’invasione delle ex repubbliche sovietiche e co, un altro flagello si e’ abbattuto sulla gia’ non splendida Pattya..

 il Viagra.

 penso che se il sindaco di Pattaya ha un minimo di coscienza deve intitolare una piazza alla Pfitzer.

 negli ultimi anni il numero di anziani , la stragrande maggioranza maschi, viene qui a svernare

 e grazie alla pillolina blu tornano a a casa e’ hanno molto da raccontare al bar del paese!!

per quel che riguarda questo tipo di turismo ancora non si percepisce la presenza dei nuovi turisti.

inglesi, tedeschi, italiani ( un grosso apporto e’ dato dai pensionati, o quasi, e dagli stagionali della riviera romagnola a giudicare dagli accenti che ho sentito e dal numero di volte che eccheggia la parola “guzzare”…) ma anche francesi ecc ecc..

insomma in quanto a questo gli europei ancora hanno il predominio..

gia’ immagino , in un futuro probabilmente prossimo,  i depliants dei gerontocomi privati che, per attirare l’attenzione, offrono ai lungo degenti  settimane dell’amore qui..

penso che il sindaco di Pattaya debba almeno dedicare una strada alla Pfizter la casa farmaceutica

ah  mi stavo dimenticando di menzionare la comparsa dei gruppi di cinesi, tutti dietro ad una guida che li comanda con la bandierina… e un aumento degli arabi ( ditreo la zona rossa, quella riservata alla vita notturna, si puo’ tranquillamente trovare locali dove fumare il narghile’..)

tristi le famiglie con bambini che passeggiano nella zona degli show erotici e dei locali notturni dove poco e’ lasciato all’immaginazione

chissa’ cosa risponderanno ai loro figli quando gli chiederanno cosa succede la’ dentro..

boh..

risultato ( x quel che mi riguarda ): domani parto

per un’isola non tanto lontana da qui ma non ancora comparsa negli itinerari dei tour operator ( spero proprio..)

probabilmente tra qualche giorno faro’ una pausa nei post qui sul blog perche’ li’ dove vado non c’e l’energia elettrica tutto il giorno e gli internet cafe ancora devono arrivare

ps :

 a proposito delle frequentazioni degli internet cafe: stasera e’ lavolta di una coppia di non so cosa ma dell’est. lei scrive e legge ad  alta voce cosi che il suo compagno possa seguire gli sviluppi della mail..

e’ proprio un mondo vario.

fate i bravi

sto leggendo un libro molto interessante,

se avete voglia di farvi raccontare un viaggio sui generis:

Sergio Ramazzotti

Vado verso il capo

Feltrinelli traveller

bau

19 Febbraio , 2007

bangkok 2

Archiviato in: tour 2007 — bloglq @ 12:52 pm

oggi ho fatto il visto per andare a Myanmar.

e ho cambiato il volo di rientro ( per ragioni di sicurezza internazionale non lo comunico ma diciamo che.. ho ancora qualche giorno da spendere in giro per l’Asia)

cambiare la data del volo di rientro e stato abbastanza facile

un poco meno fare il visto per Yangoon..

il cartello davanti alla porta dell’ambasciata diceva che l’orario di apertura era dalle 9 alle 12 e dalle 13 alle 15..

quando sono arrivato c’era gia la coda di stranieri e thailandesi che portavano i passaporti degli stranieri a fare il visto..

io ho cominciato a parlare con una signorina inglese di Newcastle che andava in Myanmar per fare la volontaria e insegnare l’inglese in un villaggio sperduto di cui ho immediatamente dimenticato il nome.. (l’unica cosa che ricordo e’ che aveva il piercing sulla lingua, chissa’ come lo interpreteranno le giovani leve di Myanmar che apprenderanno l’inglese da lei..)

peccato che fino alle 13.20 non si sia presentato nessuno ad aprire..

ad un certo punto arriva un tipo in motorino posteggia e tira fuori la chiave per aprire il portone dell’ambasciata!

se mancava lui, magari non apriva fino alle 15..

cmq fatto coda, compilato moduli, attaccato le foto sui documenti ( da un tubetto di colla che al posto del pennello aveva una cannuccia.. misteri della fede..)

mi sono subito fatto cicchettare per che ho preso i moduli per un visto business ma poi abbiamo chiarito.. cominciavo a pensare che non avrei mai visto  Myanmar..

cmq dopo una bella mezzoretta di coda, una discreta somma di danaro e qualche spiegazione, domani dovrei avere il visto. un poco mi e spiaciuto lasciare l mio passaporto e rimanere con un foglietto di carta per toranre il giorno dopo  ma tant’e'!!

alla tv scopro che c’e'e stato una serie di attentati nel sud del paese

qui , a parte l’onnipresenza della polizia e dell’esercito non e successo nulla..

io, per non sbagliarmi, queste 3 settimanine che mi rimangono di visto Thai me le passo al confine con la Cambogia.

il pericolo piu grosso dovrebbero essere le zanzare..

ieri China town per il carnevale cinese.. masse di gente vestite di rosso.. fuochi d’artificio, passaggio della principessa con sventolio di bandiere..

fatto parecchie foto.. da cercare nel fotoalbum per chi e interessato.

domani se tutto funzioni lascio bangkok e mi sposto verso il mare..

vi tengo informati..

 baci dal caldo..

ps: anche in questo internet cafe ho trovato italiani..

una svizzera che ora sta nel pc affianco al mio.. parlava con mamma in dialetto italo-svizzera

e la lista si allunga..

15 Febbraio , 2007

bkk

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 4:49 pm

38 gradi e solo 6 minuti di connessione per spiegarveli

grosso salto dai 3 gradi sopra zero dell’Inghilterra..

ierei sudavo come un vitello qualunque cosa facessi.. sul pullman che mi portava in centro sono certo di avere lasciato una laghetto di sudore per terra ..

oggi meglio, anche perche ho evitato di mettere qualunque cosa potesse dare una mano al caldo a farmi impazzire ( bermuda, maglietta e ciabatte..)

ora ne mancano 3..

per dirvi.. la tailandia e cambiata..

ora nelle zone dove fino a pochi anni fa i turisti erano una minoranza, non si capisce se sono i tailandesi che vengono a vedere i turisti come si comportano o viceversa..

famiglie..

bambini con le treccine rasta..

i nuovi , anzi i vecchi figli dei fiori della mia generazione che ora sulla quarantina, sposatisi tra di loro, allevano figli ribelli e chiassosi (e rompicolgioni).

tutti figli dell’ Emile di Jean-Jacques Rousseau

tutti con le treccine da rasta.

padri madri figli

finte.

fatte con l’extension.

ore sotto i ferri di improvvisate parruchiere thailandesi con negozi al lato della strada.

 a 40 gradi.

sembra questo il trend in zona.

in paga io mi sono fatto quasi rasare.

e vaffanculo.

ah e poi tutti con i bermuda mimetici.

tutti.

russi,argentini,italiani,nordeuropei.. di tutto di piu’

un gruppo di italiani  ieri sera nello stesso internet point da cui stavo scrivendo ha chiamato nonna ( sorda) il cugino Igor ( che parlava troppo forte) un non definito “duro”, amici  ecc attraverso Skype e con la strana consapevolezza di non essere capiti perche lontano da casa  hanno cominciato a raccontare di tutto di piu’, dal tipo di pantaloncini in jeans con la cerniera di lato che avevano trovato per non so quale nipotina, al caldo, alla speranza di tornare presto per mangiare la pasta che “qui non la sanno fare”..

boh

avro’ mica fatto tutte queste ore di aereo per niente..

12 Febbraio , 2007

e a londra piove

Archiviato in: Diari di viaggio, tour 2007 — bloglq @ 1:04 pm

sono arrivato mecoledi` sera dopo un abbastanza travagliato trasferimento notturno da Stansted a Bayswater ( la zona di Londra che piu` mi e` rimasta nel cuore)

tutto cambia e tutto rimane uguale anche qui.

magari i cambiamenti avvengono 10 volte piu` velocemente che in Italia.

Di immutato ho trovato solo i pub. sempre nello stesso posto.

Per il resto, a parte le stazioni della metropolitana che sono rimaste sostanzialmente le stesse ma hanno visto nascere centinaia di telecamere di controllo negli ultimi tempi,  non riconosco quasi nulla.

Nella zona della stazione  Victoria hanno buttato giu` molti vecchi palazzi ora sostituiti con immobili futuristici in acciaio e vetro.

Ma neanche le zone intorno ai punti di interesse turistico sono state salvate: vicino al Tower bridge  e` spuntata una semisfera che sembra appena atterata da Marte. bellina.

Che faccio ancora fatica ad apprezzare e’ la ruota panoramica.

Veramente l`ho sempre vista non in funzione  e poi non mi e’ chiara la sua utilita’. ( bella non e`!!)

mi sono lasciato trascinare a Portobello dalle migliaia di turisti romani, romeni,argentini ecc

gli italiani si riconoscono da lontano: se sentite un gruppo che urla ci sono buonissime probabilita` che sia un italiano ( se no spagnoli..).

e se intravedete qualche personaggio che sembra uscito da un film beat anni 60, uguale.

i nostalgici che non erano qui all`epoca e che comprano tutto quello che secondo loro gli dara` la possibilita` di ben figurare al bar appena rientrati..

stasera Hethrow e decollo per Abbu Dabbi..stop over per Bangkok.

qui piove.

A Bangkok spero proprio di trovare il sole.

alla prossima

ps:

ho postato delle foto a questo indirizzo  se volete farvi un`idea da soli

http://fotoalbum.qgl.it

4 Febbraio , 2007

mai più senza..

Archiviato in: Senza Categoria — bloglq @ 1:05 pm

il passeggino con  il condizionatore?

mah..

http://tv.repubblica.it/multimedia/home/548739?ref=hpmm

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